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Normativa · FSE 2.0

Il referto radiologico verso il FSE 2.0: perché il PDF del RIS non basta

In molti centri il referto nasce nel RIS ed esce come PDF: perfetto per il paziente, insufficiente per il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, che richiede un documento CDA2 firmato, conservato a norma e inviato al Gateway entro 5 giorni. Ecco cosa manca tra il PDF e la conformità, e come colmarlo.

Normativa · 2 settembre 2026 · 6 min di lettura · Per: Diagnostica immagini

Il sintomo tipico: i referti vengono regolarmente firmati e consegnati, ma al Fascicolo non arriva nulla — oppure arriva e viene scartato, e nessuno se ne accorge perché non c'è una coda invii da monitorare. Il centro è convinto di essere a posto perché "il referto è firmato"; il debito verso il FSE 2.0 intanto si accumula, un documento alla volta.

Cosa chiede il FSE 2.0 per i referti

  • Formato CDA2: il referto deve essere un documento CDA2 firmato digitalmente, iniettato nel PDF, conforme alle regole tecniche del DM 7 settembre 2023, e viene validato dal Gateway: un documento non conforme viene scartato.
  • Termine di 5 giorni: ogni referto firmato va inviato al Gateway FSE 2.0 entro 5 giorni.
  • Consensi e oscuramenti: l'invio deve rispettare i consensi dell'assistito e le eventuali richieste di oscuramento.
  • Obbligo esteso ai privati: con il DM 30 dicembre 2024 l'alimentazione del FSE riguarda anche le strutture private, con decorrenza 31 marzo 2026 — quindi già operativa.

Perché il PDF del RIS da solo non basta

Il PDF è il vestito del referto, non il documento che il Gateway si aspetta. Mancano quattro anelli: la generazione del CDA2 con i dati strutturati richiesti; la firma remota con marca temporale integrata nel flusso documentale (non un file firmato e salvato in una cartella condivisa); la conservazione a norma con versioning; la trasmissione al Gateway con gestione di esiti, scarti e reinvii. Ognuno di questi anelli, se manuale, si rompe esattamente nei giorni di maggior produzione.

La catena completa, passo per passo

  • Origine del referto: può restare nel RIS — rientrando nel sistema documentale via HL7 ORU o FHIR DiagnosticReport — oppure nascere in una cartella con template per esame. Entrambe le strade sono legittime.
  • Generazione del CDA2 a partire dal referto, con i metadati e i dati strutturati previsti dalle regole tecniche.
  • Firma remota del radiologo, anche massiva a fine seduta, con marca temporale.
  • Versamento in conservazione a norma, con versioning del documento.
  • Invio al Gateway FSE 2.0 e monitoraggio della coda: esiti, scarti da correggere, reinvii, con uno scadenzario sui 5 giorni.
  • Pubblicazione sul portale paziente secondo le linee guida del Garante sui referti online, con consenso specifico.

Il caso che nessuno prepara: il referto rettificato

Un referto integrato o corretto dopo l'invio al Fascicolo non si "riallega": serve una nuova versione CDA2 che sostituisce il documento sul Gateway, con nuova firma e nuovo versamento in conservazione. Se il processo non prevede il versioning, la rettifica diventa un caso irrisolto che resta diverso tra portale, conservazione e FSE.

Da sapere

SanIA chiude la catena senza sostituire il RIS: riceve il referto via ORU o FHIR (o lo genera in cartella), produce il CDA2, gestisce firma remota anche massiva, conservazione, invio al Gateway FSE 2.0 con scadenzario dei 5 giorni e versioning per le rettifiche.

Fonti
Domande frequenti

Le risposte in breve

Il referto firmato in PDF vale per il FSE 2.0?

No. Il Gateway FSE 2.0 accetta documenti CDA2 firmati digitalmente e conformi alle regole tecniche del DM 7/9/2023; il PDF da solo, anche se firmato, non è il formato richiesto e l'invio verrebbe scartato in validazione.

Entro quando va inviato il referto al Fascicolo?

Entro 5 giorni dal referto firmato. Il termine corre documento per documento, quindi serve una coda invii monitorata ogni giorno, non un'estrazione mensile.

Cosa faccio se devo correggere un referto già inviato al FSE?

Si genera una nuova versione del documento CDA2 che sostituisce la precedente sul Gateway, firmata di nuovo e versata di nuovo in conservazione. La sostituzione documentale è prevista dal flusso: l'importante è che il processo interno la gestisca come versioning, non come nuovo referto.

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