Consegnare i referti in digitale è un servizio che i pazienti chiedono ogni giorno, ma email e messaggi in chiaro sono la strada sbagliata. Consenso specifico, credenziali sicure, tempi di disponibilità: come impostare il portale nel modo corretto.
"Me lo mandate via email?" La domanda arriva ogni giorno allo sportello, e ogni giorno qualche laboratorio risponde di sì: un PDF in allegato, all'indirizzo scritto a mano su un foglietto durante l'accettazione. È il modo più rapido di accontentare il paziente e il modo più sicuro di violare le regole: il referto è un dato sanitario, e la sua consegna digitale ha requisiti precisi fissati dal Garante fin dalle linee guida sui referti online del 2009.
L'email ordinaria non autentica il destinatario, viaggia in chiaro e resta per sempre nella casella di chiunque la riceva, giusto o sbagliato che sia. Un indirizzo trascritto male allo sportello significa consegnare gli esami di laboratorio a uno sconosciuto: un data breach da gestire e, nei casi previsti, da notificare. Il canale corretto è un portale autenticato, dove è il paziente a entrare con la propria identità, non il laboratorio a spedire alla cieca.
Il portale non è solo un adempimento: ogni referto consultato online è un ritiro in meno allo sportello, proprio nelle ore in cui l'accettazione è più sotto pressione.
Sono due canali distinti con consensi distinti: il portale della struttura serve la consultazione immediata del paziente, il Fascicolo Sanitario Elettronico è l'infrastruttura nazionale che riceve il referto CDA2 firmato. Un servizio ben impostato li alimenta entrambi dallo stesso documento, senza doppie gestioni.
In una piattaforma come SanIA il portale del paziente nasce già dentro queste regole: consenso specifico raccolto in accettazione, accesso con SPID/CIE o credenziali, referto firmato pubblicato secondo le linee guida del Garante, pagamenti pagoPA e log accessi immutabile.
L'email ordinaria in chiaro non rispetta i requisiti di sicurezza: il referto è un dato sanitario e il canale corretto è un portale con accesso autenticato. La richiesta del paziente non esonera il laboratorio dalle misure di protezione previste.
Il servizio è facoltativo e richiede un consenso specifico: chi non lo dà continua a ritirare il referto in sede, senza alcuna conseguenza sulla prestazione. Il consenso va registrato ed è revocabile in qualsiasi momento.
Per un periodo limitato, definito dalla struttura in coerenza con le linee guida del Garante: scaduto quel termine il referto esce dalla consultazione online, ma l'originale firmato resta in conservazione a norma e può essere richiesto in ogni momento.
Guarda in demo il portale referti conforme alle linee guida