Il paziente esce il venerdì con la lettera stampata in mano. La versione firmata digitalmente, quella che dovrebbe andare al Fascicolo Sanitario, arriva quando arriva: dipende da chi c'è in reparto, da dove sta la smart card, da chi si ricorda del passaggio finale. Il FSE 2.0, però, chiede il documento in CDA2 firmato entro 5 giorni.
In molti ospedali il problema non è la volontà, è l'architettura: la lettera si scrive ricopiando dal diario, la firma richiede una postazione precisa, l'invio al Fascicolo è un passaggio manuale separato che qualcuno deve ricordarsi di fare. Con decine di dimissioni al giorno su più reparti, la scadenza diventa una lotteria.
La lettera di dimissione deve essere prodotta in formato CDA2, firmata digitalmente, mandata in conservazione a norma e resa disponibile al Fascicolo Sanitario Elettronico entro 5 giorni, nel quadro definito dal DM 7 settembre 2023 e dal DM 30 dicembre 2024. Lo stesso vale per il verbale di PS e per i referti. Il tutto rispettando i consensi del paziente e gli eventuali oscuramenti.
La stessa disciplina documentale serve per un altro obbligo spesso sofferto: la L. 24/2017 impone di consegnare al paziente che la richiede copia della documentazione sanitaria entro 7 giorni. Se la cartella è digitale, firmata e completa alla dimissione, la richiesta si evade con un'estrazione; se è un fascicolo misto carta-digitale, ogni richiesta è una ricerca d'archivio.
I consensi FSE e gli oscuramenti vanno gestiti come dato strutturato, non come nota a margine: al momento dell'invio il sistema deve sapere cosa può essere alimentato e cosa no, senza interpretazioni del singolo operatore.
In una piattaforma come SanIA la lettera di dimissione nasce precompilata dall'episodio, si firma in remoto e diventa CDA2 conservato e predisposto per il Gateway FSE 2.0 entro i 5 giorni, con i consensi verificati e un cruscotto dei documenti in scadenza per reparto.
Entro 5 giorni, in formato CDA2 e firmata digitalmente, secondo il quadro del FSE 2.0 (DM 7/9/2023 e DM 30/12/2024). Il documento va anche in conservazione a norma: firma, conservazione e invio dovrebbero essere un unico passaggio, non tre compiti separati.
Sì: il documento deve essere firmato digitalmente prima dell'invio. La firma remota è la soluzione pratica in ospedale, perché consente al medico di firmare da qualsiasi postazione senza dipendere da smart card fisiche o da una postazione dedicata.
I consensi FSE e gli eventuali oscuramenti vanno registrati come dato strutturato e verificati automaticamente al momento dell'invio: ciò che il paziente ha oscurato non deve partire, e la decisione non può dipendere dall'interpretazione del singolo operatore.
Guarda come SanIA porta la lettera di dimissione dalla firma al FSE 2.0 in un solo passaggio: richiedi una demo