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Guide · Presa in carico

Dall'ospedale all'hospice senza ripartire da zero

La segnalazione arriva per telefono, la lettera di dimissione in PDF, e la presa in carico ricomincia da capo a ogni cambio di setting. I sei passi che la tengono in piedi — e perché il tempo tra segnalazione e valutazione è un numero che vi verrà chiesto.

Guide · 2 settembre 2026 · 6 min di lettura · Per: Hospice e palliative

La segnalazione arriva il venerdì alle 17: una telefonata dal reparto, poi una lettera di dimissione in PDF. Lunedì l'accoglienza ridigita l'anagrafica, il medico ricostruisce la terapia riga per riga da un documento scansionato, il case manager richiama il reparto per i dati mancanti. La presa in carico ricomincia da zero — e intanto corre il tempo tra segnalazione e prima valutazione, che l'accreditamento della rete di cure palliative misura.

Perché la presa in carico riparte sempre da capo

I canali d'ingresso sono eterogenei: quando va bene la richiesta arriva strutturata dalla COT o dall'ospedale, quando va male arriva per telefono da MMG, distretto o famiglia, con documenti sparsi. Senza un protocollo unico d'ingresso ogni pratica segue la memoria di chi la riceve: dati ribattuti, consensi raccolti in momenti diversi, terapia ricostruita a mano. Il risultato non è solo tempo perso: è una data di segnalazione che nessuno ha protocollato e che alla verifica non si può dimostrare.

I sei passi di una presa in carico che sta in piedi

  • 1. Protocollare la segnalazione con data e priorità, qualunque sia il canale: il tempo tra segnalazione e presa in carico è un'evidenza dell'accreditamento della rete (L. 38/2010 e requisiti dell'Accordo Stato-Regioni 2020).
  • 2. Un'anagrafica sola: paziente con codice fiscale verificato, caregiver, fiduciario ed eventuale amministratore di sostegno con le deleghe; consensi privacy e FSE raccolti subito, non alla prima urgenza.
  • 3. Valutazione di eleggibilità documentata: diagnosi, Karnofsky/PPS, ESAS e NRS con punteggi, ed esito che propone il setting — hospice residenziale o cure palliative domiciliari.
  • 4. Riconciliazione della terapia riga per riga: oppioidi, adiuvanti e farmaci sospesi confrontati con la lettera di dimissione, accettati o rifiutati uno a uno dal medico.
  • 5. Verbale di valutazione firmato e richiesta di autorizzazione ad ASL/UVP con l'impegnativa.
  • 6. Autorizzazione registrata con numero e date di validità, poi apertura dell'episodio: letto hospice o presa in carico domiciliare con il calendario degli accessi.

Il cambio di setting non è una nuova presa in carico

Il passaggio dal domicilio all'hospice, o viceversa, è un nuovo incontro di cura dentro lo stesso episodio: paziente, PAI e terapia seguono il cambio senza ricominciare. Se ogni passaggio riapre una pratica nuova si perdono la storia clinica, la continuità della terapia e la coerenza dei conteggi nei flussi Hospice e SIAD.

Da sapere

Anche senza alcun software, un modulo di segnalazione con data e ora protocollate e una checklist d'ingresso appesa in accoglienza valgono più di qualsiasi buona memoria: sono la differenza tra un tempo di presa in carico dimostrabile e un post-it.

Su una piattaforma come SanIA la segnalazione arriva come pratica strutturata dal marketplace inter-struttura, con scheda di passaggio, terapia e scale già disponibili; la lettera in PDF viene trasformata dall'intake IA in bozza strutturata che il medico valida riga per riga, e la stessa anagrafica segue il paziente in ogni setting.

Fonti
Domande frequenti

Le risposte in breve

Chi può segnalare un paziente per le cure palliative?

Il reparto ospedaliero o la COT, il medico di medicina generale, il distretto o la famiglia stessa. Qualunque sia il canale, la segnalazione va protocollata con data e priorità: da lì decorrono i tempi di presa in carico che l'accreditamento della rete misura.

Cosa serve per aprire una presa in carico in hospice?

Impegnativa o proposta di attivazione, lettera di dimissione o documentazione clinica, consensi firmati, valutazione di eleggibilità con scale e diagnosi, verbale firmato e autorizzazione dell'ASL con date di validità. Poi si apre l'episodio: letto in hospice o calendario degli accessi domiciliari.

Se il paziente passa dal domicilio all'hospice devo rifare tutto?

No. È lo stesso episodio di cura con un nuovo setting: anagrafica, PAI e terapia seguono il paziente. Cambiano il tracciato alimentato (Hospice invece di SIAD) e la registrazione delle giornate al posto degli accessi.

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