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Flusso SIAD: cosa devono rendicontare ADI e cure domiciliari

Chi eroga assistenza domiciliare in convenzione — struttura o cooperativa — deve alimentare il SIAD, il flusso NSIS della domiciliare istituito dal DM 17/12/2008: presa in carico, valutazione, accessi per figura professionale, sospensioni e conclusione. Ecco come nasce ogni record, quando si invia e come si gestiscono gli scarti.

Flussi regionali · 2 settembre 2026 · 7 min di lettura · Per: Cure domiciliari e ADI, ASL e distretti

Il SIAD è il debito informativo nazionale dell'assistenza domiciliare: un tracciato del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) istituito dal DM 17/12/2008, la stessa famiglia di decreti che ha creato il flusso FAR per la residenziale. Se lavorate in ADI o nelle cure domiciliari in convenzione con un'ASL, i vostri dati clinici e organizzativi — dall'impegnativa dell'UVM al singolo accesso dell'infermiere — devono diventare record SIAD validi, coerenti tra loro e riconciliati con la fatturazione.

Chi lo invia: la struttura o l'ASL?

Dipende dalla Regione e dalla convenzione. In alcuni assetti la struttura erogatrice trasmette direttamente il tracciato al portale regionale; in altri lo consegna all'ASL committente come export nel formato richiesto dal distretto, ed è l'azienda sanitaria a conferirlo al NSIS. Prima di organizzare il lavoro, chiarite con il distretto quale dei due modelli si applica: cambia il formato, il canale e il calendario.

Gli eventi da rendicontare

Il SIAD non fotografa un mese di attività: registra gli eventi del percorso di cura. Ogni evento ha il suo record, e i record devono raccontare una storia coerente — non può esserci un accesso senza presa in carico, né una conclusione senza motivo.

Evento SIADQuando nasceCosa deve contenere
Presa in carico (ammissione)All'attivazione dal distrettoImpegnativa/delibera UVM con livello CIA, identificativi validi dell'assistito
ValutazioneAlla prima valutazione a domicilio e a ogni rivalutazioneScale e bisogni rilevati (es. Barthel, Braden, MMSE, SVaMA o scale regionali)
Erogazione (accessi)A ogni accesso al domicilioAccessi per figura professionale, con le prestazioni erogate
SospensioneEs. ricovero ospedaliero dell'assistitoRegistrazione della sospensione; alla ripresa serve una rivalutazione
ConclusioneAlla chiusura del percorsoMotivo codificato (obiettivi raggiunti, ricovero definitivo, hospice/RSA, decesso)

La presa in carico

Tutto parte dall'attivazione del distretto: impegnativa o delibera dell'UVM con il livello di intensità CIA 1-3, oppure una dimissione protetta segnalata dall'ospedale o dalla COT. L'impegnativa va protocollata con la sua data e l'assistito identificato con codici validi nel sistema: è qui che si prevengono molti scarti, perché il tracciato SIAD (come il Sistema TS) richiede identificativi corretti — casi come STP/ENI e omocodie vanno gestiti con i codici alternativi previsti.

Valutazione e PAI

La prima valutazione a domicilio produce il record di valutazione: scale e bisogni. Dal PAI firmato dall'équipe discendono le frequenze degli accessi, e il calendario deve essere coerente con il livello CIA assegnato: è la base dell'erogato che il SIAD rendiconterà.

Gli accessi, figura per figura

Ogni uscita di infermiere, OSS, fisioterapista o medico è un accesso da registrare per figura professionale, con le prestazioni erogate. Un punto delicato è l'accesso a vuoto (assistito assente o che rifiuta la prestazione): va motivato e tracciato — alcune convenzioni lo riconoscono economicamente — ma non deve essere conteggiato come erogato nel SIAD.

Sospensioni e conclusione

Se l'assistito viene ricoverato, il calendario si congela e il SIAD richiede il record di sospensione; la ripresa impone una rivalutazione delle scale. Alla chiusura del percorso il record di conclusione porta il motivo codificato, e la relazione di fine assistenza — firmata in CDA2 — va al Fascicolo Sanitario Elettronico entro 5 giorni con notifica al medico di medicina generale.

Con quale cadenza si invia

L'invio segue un calendario di scadenze periodiche definito a livello regionale. Come riferimento: il flusso FAR della residenziale, istituito dallo stesso DM 17/12/2008, è trimestrale e costituisce adempimento LEA, e in molte realtà anche la domiciliare lavora su chiusure di trimestre; il calendario esatto per il SIAD va però verificato sulle disposizioni della propria Regione o dell'ASL committente. Il consiglio operativo è non aspettare la scadenza: controllate la completezza dei dati per assistito man mano, così gli invii diventano una formalità.

Validazione, scarti e riconciliazione con le fatture

Prima dell'invio il tracciato va validato contro gli schemi (XSD) e le regole regionali: record incompleti — un accesso senza presa in carico, una conclusione senza motivo — sono candidati certi allo scarto. Dopo l'invio arrivano ricevute e scarti: i record scartati si correggono nel dato di origine (in cartella, non nel file) e si reinviano. Infine i record inviati vanno riconciliati con la rendicontazione economica: il prospetto mensile di ore, accessi o giornate per livello CIA verso l'ASL e la FatturaPA con split payment, CIG e riferimento all'ordine NSO devono quadrare con ciò che il flusso dichiara erogato.

Da sapere

Lo scenario peggiore è lo scarto che arriva dopo che il periodo è già stato fatturato: serve correggere in cartella, reinviare il record e riconciliare la differenza con l'ASL. Tenere flusso e fatture agganciati agli stessi dati di origine è il modo più solido per evitarlo.

SIAD e monitoraggio ADI del DM 77/2022

Il DM 77/2022 inquadra l'assistenza domiciliare come unità d'offerta del distretto con i livelli CIA 1-3 e introduce il telemonitoraggio: le misure fuori soglia generano interventi che rientrano anch'essi nel percorso (un accesso straordinario, o una televisita tariffata secondo il DM 21/9/2022, con referto CDA2 al FSE entro 5 giorni). Dagli stessi accessi registrati si calcolano gli indicatori del monitoraggio ADI legato al PNRR seguito da AGENAS: un motivo in più per registrare l'erogato una volta sola, alla fonte.

Gli errori più frequenti

  • Identificativi non validi dell'assistito (STP/ENI, omocodie) che fanno scartare i record
  • Accessi a vuoto conteggiati come erogato
  • Sospensione per ricovero non registrata, con accessi "impossibili" durante la degenza
  • Ripresa dopo sospensione senza la rivalutazione delle scale
  • Assistito con più committenti (ADI sanitaria ASL, SAD comunale, prestazioni private): attività attribuite alla commessa sbagliata, con rendicontazioni e fatture che non quadrano
  • Conclusione senza motivo codificato o senza relazione di fine assistenza
  • Flusso e fattura prodotti da fonti diverse, mai riconciliati tra loro
Fonti
Domande frequenti

Le risposte in breve

Il flusso SIAD lo invia la struttura erogatrice o l'ASL?

Dipende dalla Regione e dalla convenzione: in alcuni casi la struttura trasmette direttamente al portale regionale, in altri consegna all'ASL committente un export nel formato del distretto ed è l'ASL a conferire al NSIS. Va chiarito con il distretto prima di organizzare il lavoro.

Gli accessi a vuoto vanno rendicontati nel SIAD?

Non come erogato. L'accesso a vuoto va motivato e tracciato — alcune convenzioni lo riconoscono economicamente — ma il SIAD non deve conteggiarlo tra gli accessi erogati.

Cosa succede se un record viene scartato?

Il record torna con l'esito di scarto: si corregge il dato di origine in cartella, si reinvia e si riconcilia con la rendicontazione economica del periodo. Se il periodo era già fatturato, la correzione va riconciliata con l'ASL.

Che cosa cambia con il DM 77/2022 per la domiciliare?

L'ADI è inquadrata come unità d'offerta del distretto con livelli CIA 1-3; arrivano telemonitoraggio con soglie, televisite tariffate secondo il DM 21/9/2022 e gli indicatori del monitoraggio ADI legato al PNRR (AGENAS), calcolati dagli accessi registrati.

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