HomeBlogPianificazione condivisa e DAT: cosa documentare in hospice
Normativa · L. 219/2017

Pianificazione condivisa delle cure e DAT: la parte che manca è quasi sempre la traccia

I colloqui si fanno, e spesso si fanno bene. Quello che manca è la documentazione: la pianificazione condivisa in una nota libera, la DAT in un cassetto, e nessuna certezza su chi firma quando il paziente non può più esprimersi. Cosa produrre, quando e come conservarlo.

Normativa · 2 settembre 2026 · 6 min di lettura · Per: Hospice e palliative

In hospice i colloqui difficili sono il lavoro quotidiano: la prognosi discussa con il paziente, gli accordi con la famiglia, la scelta di non intraprendere un trattamento. Il problema raramente è il colloquio: è la traccia. Il consenso è agli atti, ma la pianificazione condivisa vive in una nota libera del diario, la DAT è "in un cassetto a casa", il caregiver è informato a voce. E nel momento critico — di notte, con un medico di guardia che il paziente non l'ha mai visto — nessuno sa con certezza cosa è stato deciso e chi può decidere.

Cosa chiede la L. 219/2017

  • Consenso informato alle cure, sempre revocabile.
  • Pianificazione condivisa delle cure (PCC) rispetto all'evolversi della malattia, definita tra paziente ed équipe, a cui l'équipe si attiene.
  • Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), se il paziente le ha redatte.
  • Nomina del fiduciario, che rappresenta il paziente quando non può più esprimersi.
  • Per tutti: documenti redatti, firmati, conservati e consultabili da chi ne ha diritto — non accordi verbali.

I documenti da produrre e cosa deve garantire la struttura

DocumentoQuando si redigeCosa deve garantire la struttura
Consenso informatoAll'ingresso e per le prestazioni che lo richiedonoFirmato, conservato in cartella, revocabile con evidenza della revoca
Pianificazione condivisa delle cureQuando la malattia evolve, in équipe con paziente e famigliaDocumento firmato, aggiornabile, consultabile da tutta l'équipe — anche di notte
DATPortate dal paziente o già depositateRegistrate in cartella e visibili a chi assiste, non custodite altrove
Nomina del fiduciarioInsieme a PCC o DATIdentità e recapiti tracciati, ruolo chiaro nei momenti critici
Deleghe dei familiariAlla presa in caricoChi può ricevere informazioni e con quale estensione, per iscritto

Quando il paziente non è più capace

Il caso peggiore è noto a ogni équipe: paziente non più in grado di esprimersi, nessuna DAT, nessun fiduciario nominato, familiari in disaccordo tra loro. Non si risolve al letto del paziente: serve una procedura scritta con stati espliciti — chi è il riferimento, da quando, cosa può firmare — e la registrazione tempestiva di fiduciario o amministratore di sostegno appena nominati. Un conflitto tra DAT e volontà dei familiari gestito senza documenti è un rischio clinico e legale insieme.

Volontari e familiari nel perimetro giusto

I volontari sono parte della rete, ma servono ruoli tracciati: attività e presenze registrate sì, accesso a diario clinico e terapia no. Per i familiari vale il principio della delega documentata: "il figlio che chiama e a cui si dice tutto" non è una delega, è un'abitudine — finché qualcuno la contesta.

Una piattaforma come SanIA tratta consenso, PCC, DAT e nomina del fiduciario come documenti firmati e conservati in cartella secondo la L. 219/2017, consultabili dall'équipe e visibili sul portale a chi ha delega, con ruoli dedicati per i volontari e ogni accesso tracciato nel log.

Fonti
Domande frequenti

Le risposte in breve

La pianificazione condivisa delle cure è obbligatoria in hospice?

La L. 219/2017 la prevede come diritto del paziente rispetto all'evolversi della malattia, e l'équipe è tenuta ad attenervisi. Quando viene definita va messa per iscritto, firmata e conservata: una PCC solo verbale non protegge né il paziente né l'équipe.

Cosa succede se il paziente non è più capace e non ha DAT né fiduciario?

È lo scenario da prevenire per procedura: chi rappresenta il paziente va chiarito con stati espliciti e documentati — fiduciario, amministratore di sostegno o altro rappresentante — appena la nomina esiste. La struttura deve poter dimostrare in ogni momento chi firma consensi e pianificazione.

I familiari possono accedere alla documentazione del loro caro?

Solo con una delega documentata che dica chi può ricevere informazioni e con quale estensione. Gli accessi vanno tracciati: l'informazione data a voce a chiunque chiami non è una prassi difendibile.

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