HomeBlogDimissioni protette: come la COT trova un posto letto
Guide · Continuità assistenziale

La COT senza telefonate: dimissioni protette con posti visibili e dati che viaggiano

Il reparto segnala una dimissione difficile, la centrale operativa territoriale chiama una per una RSA, Ospedali di Comunità e hospice per trovare un posto, e la lettera di dimissione arriva in PDF da ridigitare. Come si organizza una COT che decide su dati aggiornati invece che al telefono.

Guide · 2 settembre 2026 · 6 min di lettura · Per: ASL e distretti

La scena è quotidiana in molti distretti: l'ospedale ha un paziente non dimissibile a domicilio, la COT deve trovargli una collocazione e l'unico strumento è il telefono. Si chiama la prima RSA, poi la seconda, poi l'Ospedale di Comunità; qualcuno risponde "forse da giovedì", qualcun altro non risponde. Quando il posto si trova, la lettera di dimissione arriva in PDF e la struttura ricevente ridigita terapia e valutazioni, con tutti i rischi del caso. Intanto il paziente occupa un letto per acuti che servirebbe ad altri.

Cosa deve fare una COT secondo il DM 77/2022

Il DM 77/2022 disegna la centrale operativa territoriale come snodo di coordinamento della presa in carico tra ospedale, distretto, domicilio e strutture residenziali: è la funzione che governa le transizioni tra setting, a partire dalle dimissioni protette. Perché funzioni servono due cose che di solito mancano: la visibilità sui posti disponibili nel territorio e un modo strutturato di far viaggiare le informazioni cliniche.

I tre problemi che la tengono al telefono

  • Nessuna vista sui posti: ogni struttura conosce i propri, la centrale nessuno. La disponibilità si ricostruisce a voce, e cambia da un'ora all'altra.
  • Documenti non strutturati: la lettera di dimissione in PDF obbliga la struttura ricevente a ridigitare terapia e scale, con errori possibili proprio sui dati più delicati.
  • Presa in carico scollegata: trasporto secondario, comunicazione al medico di famiglia e attivazione dei servizi territoriali viaggiano su canali separati e spesso in ritardo.

Come migliorare da subito

  • Censire le unità d'offerta del territorio: strutture, nuclei, posti e referenti, con un aggiornamento a frequenza concordata su un canale unico — anche un semplice prospetto quotidiano è meglio del giro di telefonate.
  • Standardizzare la scheda di passaggio: terapia riconciliata, valutazione funzionale (per esempio Barthel) o SVaMA, bisogni assistenziali, ausili e consensi. Con un formato unico la struttura ricevente prepara l'accoglienza invece di decifrare un PDF.
  • Definire i tempi: quanto può passare tra la segnalazione del reparto e la risposta della COT, e tra l'accettazione e il trasferimento con il trasporto collegato.
  • Chiudere il giro con il MMG: la presa in carico va notificata al medico di famiglia in modo sistematico, non lasciata alla famiglia.

Il modello a regime: posti pubblicati e documenti strutturati

A regime il modello è quello del marketplace dei posti: RSA, Ospedali di Comunità e hospice pubblicano le disponibilità per nucleo, la COT le vede in tempo reale, invia la richiesta di dimissione protetta con la scheda di passaggio strutturata e collega il trasporto. La lettera di dimissione viaggia come documento CDA2, terapia e scale come dati riutilizzabili, e la notifica al medico di famiglia parte tramite il FSE 2.0. Nel marketplace di SanIA funziona esattamente così tra le strutture dell'ecosistema, ed è l'unica menzione di software che serve: il resto è metodo.

Da sapere

Indipendentemente dallo strumento, puntate sugli standard: una lettera di dimissione CDA2 e uno scambio basato su FHIR con i profili HL7 Italia rendono la scheda di passaggio leggibile da qualunque sistema della struttura ricevente.

Fonti
Domande frequenti

Le risposte in breve

Che differenza c'è tra PUA e COT?

Il PUA è la porta di accesso del cittadino alla rete territoriale: riceve domande e segnalazioni e avvia la valutazione. La COT è la funzione di coordinamento delle transizioni tra setting — tipicamente attivata dall'ospedale o dai servizi — che governa dimissioni protette e passaggi tra domicilio, strutture intermedie e residenziali. Sono complementari, non alternative.

Cosa deve contenere la scheda di passaggio per una dimissione protetta?

Come minimo: terapia riconciliata, valutazione funzionale (per esempio Barthel) o SVaMA, bisogni assistenziali e ausili, consensi e contatti del caregiver. In formato strutturato (CDA2 o FHIR) se possibile, così la struttura ricevente non ridigita nulla.

Come fa la COT a sapere quali posti sono liberi nelle strutture?

Serve una fonte unica alimentata dalle strutture stesse, con posti per nucleo e data di aggiornamento. La versione minima è un prospetto quotidiano su canale condiviso; la versione a regime è la pubblicazione dei posti su una piattaforma comune, con richiesta e accettazione tracciate.

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