«Trovatemi il consenso di quell'esame di due anni fa.» Se la risposta è un pomeriggio in archivio tra faldoni, il problema non è l'archivio: è che consenso al mezzo di contrasto e questionario di sicurezza RM vivono su carta, slegati dall'esame, dal lotto somministrato e da chi ha firmato cosa.
Il cartaceo in diagnostica ha una caratteristica insidiosa: funziona benissimo finché non serve. Il giorno in cui serve — una verifica, un contenzioso, una reazione avversa da ricostruire — il modulo fotocopiato e firmato in fretta in sala d'attesa deve dimostrare chi ha informato il paziente, quando, su cosa, e con quale lotto di contrasto. E spesso non ci riesce.
Legare il lotto all'esame trasforma due scenari critici in interrogazioni banali: "a chi è stato somministrato questo lotto?" per un richiamo, e "quale lotto ha ricevuto questo paziente?" per una reazione avversa. Su carta, entrambe le domande valgono giorni di lavoro; a sistema, valgono una ricerca.
In SanIA questionario RM e consenso al contrasto sono form e documenti firmati in cartella (FEA su tablet o firma remota), conservati a norma e legati all'esame; il lotto del contrasto viene scaricato dal magazzino sull'esame e le reazioni avverse aprono incident e segnalazione di farmacovigilanza dallo stesso punto.
Sì: la firma elettronica avanzata (FEA) su tablet o la firma remota sono le modalità usate nei percorsi digitalizzati, purché il documento firmato venga poi conservato a norma e resti legato all'esame e al paziente. Il punto qualificante non è il dispositivo, ma la catena: informativa, firma, conservazione, reperibilità.
Oltre alla gestione clinica immediata, vanno tracciati tre passaggi: l'interruzione dell'esame con la prestazione parzialmente erogata gestita anche su cassa e flussi, l'apertura di un incident interno, e la segnalazione di farmacovigilanza alla Rete nazionale (RNF). Il lotto somministrato deve essere identificabile subito.
Sì. È l'evidenza che la verifica di sicurezza è stata fatta prima dell'esame, e in caso di verifica o contenzioso va prodotta anche a distanza di anni: per questo conviene che sia un documento strutturato e archiviato, non un foglio nel faldone.
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