Il paziente è stato dimesso tre settimane fa, ma la sua SDO è ancora aperta. L'ufficio codifica insegue i reparti, la fattura mensile all'ASL parte incompleta e gli scarti si scoprono quando ormai è tardi. Il problema quasi mai è la codifica: è il modo in cui il dato arriva al codificatore.
La scena è identica in molti ospedali: la dimissione è avvenuta, la cartella è chiusa (sulla carta o quasi), ma la SDO resta in sospeso. Il codificatore deve recuperare il registro operatorio da un archivio, chiedere al medico di precisare una diagnosi scritta in modo generico, ricopiare il nosologico da un sistema all'altro. Intanto il mese si chiude e i ricoveri non codificati non entrano nella rendicontazione.
Il ritardo raramente dipende da una persona lenta. Dipende dal fatto che cartella clinica, ADT e fatturazione vivono su sistemi diversi che non si parlano. In concreto:
Ogni giorno tra dimissione e chiusura SDO è un giorno in cui il ricovero non è fatturabile all'ASL. Se poi il record viene scartato al primo invio, il ciclo riparte: correzione, reinvio, e nel frattempo l'incasso slitta di un altro periodo. Sul budget di fine anno, i ricoveri codificati in ritardo o in modo incompleto pesano due volte: come cassa che non arriva e come casistica che non risulta.
| Dove si perde tempo | Contromisura |
|---|---|
| Nosologico ridigitato tra sistemi | Un solo episodio di cura dall'accettazione alla SDO |
| Registro operatorio da recuperare | Registro firmato digitalmente, procedure già collegate all'episodio |
| Diagnosi generiche da chiarire col medico | Richiesta di integrazione tracciata sulla cartella, non per telefono |
| Errori scoperti dallo scarto regionale | Validazione interna prima dell'export XML DM 261/2016 |
Dal 2027 è prevista la transizione a ICD-10-IM, affiancata all'ICD-9-CM: un processo di codifica già ordinato oggi rende il passaggio molto meno doloroso, perché non richiede di rifare la cartella.
Una piattaforma come SanIA porta questo metodo dentro il lavoro quotidiano: l'accettazione ADT apre l'episodio, diagnosi e procedure arrivano da cartella e registro operatorio, la SDO si compila in modo guidato con controlli prima della chiusura, il grouper DRG restituisce la valorizzazione e l'export XML DM 261/2016 va a scadenzario, con gli eventuali scarti che tornano in cartella per la correzione.
La scadenza operativa la dettano gli invii periodici regionali e la fatturazione mensile all'ASL: un ricovero non codificato non è rendicontabile. La buona pratica è chiudere la SDO entro pochi giorni dalla dimissione, con controlli di completezza fatti prima della chiusura e non dopo lo scarto.
La responsabilità clinica di diagnosi e procedure è del medico che dimette; l'ufficio SDO o il codificatore verifica la codifica, esegue i controlli di coerenza e chiude il record per l'export XML secondo il DM 261/2016. Il lavoro fila solo se il codificatore parte dal dato di cartella, non da ricopiature.
Il record va corretto e reinviato e, se la fattura mensile era già stata emessa, la differenza si gestisce con una nota di credito riconciliata sull'episodio. Per questo conviene intercettare gli errori con una validazione interna prima dell'invio.
Vedi come SanIA chiude la SDO dalla cartella, con grouper DRG e controlli pre-invio: richiedi una demo