L'assistito torna dall'ospedale con una lettera di dimissione in PDF. La terapia è cambiata: un farmaco sospeso, due dosi modificate, uno nuovo. Ma il foglio a domicilio è quello vecchio, e l'infermiere del turno successivo somministra quello che trova scritto.
È uno degli errori più insidiosi dell'assistenza domiciliare, perché non nasce da negligenza ma da un passaggio di informazioni che si rompe. La lettera di dimissione arriva via email o su carta, qualcuno la legge, magari aggiorna a voce il collega — e il foglio di terapia usato al domicilio resta quello di prima del ricovero. Il farmaco sospeso continua a essere somministrato, la dose cambiata non viene recepita, e ogni operatore che passa lavora su una fotografia diversa della terapia.
Riconciliare la terapia significa confrontare riga per riga la terapia attiva a domicilio con la nuova prescrizione (la lettera di dimissione, il referto dello specialista) e decidere esplicitamente, per ogni farmaco: continua, si modifica, si sospende, si aggiunge. Il risultato è un unico elenco valido — il foglio unico di terapia — validato dal medico. Non è un adempimento formale: è la barriera che impedisce che due documenti in conflitto convivano al domicilio.
Nella terapia del dolore a domicilio la riconciliazione incrocia il registro di carico e scarico previsto dal DPR 309/90: una sospensione o una variazione di dosaggio ha effetti anche sulle giacenze e sui movimenti da registrare per assistito. La resa dei farmaci residui dopo una sospensione va tracciata a registro, non lasciata al domicilio.
Segnale d'allarme organizzativo: se alla domanda «qual è la terapia attiva del signor Rossi?» due operatori dello stesso servizio danno risposte diverse, la riconciliazione non è un miglioramento possibile — è un'urgenza.
La parte più fragile del processo è la trascrizione manuale della lettera di dimissione. In una piattaforma come SanIA la lettera in PDF viene trasformata in una bozza strutturata e confrontata riga per riga con la terapia attiva: il medico accetta o rifiuta ogni riga, nulla cambia senza la sua conferma, e il foglio unico aggiornato arriva all'app di tutti gli operatori con le somministrazioni registrate accesso per accesso.
La validazione clinica spetta al medico responsabile del servizio (o al medico di riferimento secondo l'organizzazione), che decide riga per riga cosa confermare, modificare o sospendere. L'infermiere case manager tipicamente prepara il confronto e garantisce che il foglio unico aggiornato sia l'unico in uso al domicilio.
Non scegliere in autonomia né somministrare 'come prima': il conflitto va portato al medico responsabile, che decide e documenta. Nel frattempo fa fede l'ultima versione validata del foglio unico di terapia; ogni dubbio su un farmaco specifico si risolve prima della somministrazione, non dopo.
Sì, ogni volta che la visita modifica la terapia: una dose cambiata dallo specialista che non entra nel foglio unico è identica, come rischio, a una dimissione non riconciliata. La regola è unica: nessuna variazione entra in uso finché non è validata e riportata sul foglio unico.
Porta una lettera di dimissione: guarda la riconciliazione riga per riga