Dosi rescue, infusori e oppioidi su due sedi — l'armadio dell'hospice e la borsa domiciliare — con un registro che non ammette buchi. Ecco i punti in cui la tracciabilità si spezza davvero e le procedure che la tengono insieme, con o senza software.
Il medico prescrive una dose rescue di oppioide alle 23, l'infermiere la somministra a domicilio, e il movimento finisce su tre strumenti diversi: il foglio di terapia, il registro cartaceo che sta in hospice e un file di giacenze aggiornato il giorno dopo. Alla prima riconciliazione qualcosa non torna: una fiala scaricata due volte, una mai scaricata, la borsa domiciliare che non coincide con l'armadio. Con gli stupefacenti non è un problema contabile: è la materia del DPR 309/90.
Registro informatizzato o cartaceo vidimato? La risposta cambia da ASL a ASL: alcune accettano il registro informatizzato come sostitutivo, altre chiedono la doppia tenuta con stampa periodica firmata. Chiaritelo per iscritto con la vostra ASL prima di dismettere la carta.
È il tipo di coerenza che una piattaforma come SanIA mantiene da sola: il foglio unico di terapia gestisce dosi programmate e al bisogno con motivazione, la somministrazione si registra da app con barcode anche offline, e ogni movimento di oppioidi passa dal registro DPR 309/90 con giacenze distinte per armadio e borsa domiciliare.
Sì. La prescrizione al bisogno deve indicare la condizione che la attiva e ogni somministrazione va registrata con motivazione e orario. È la coerenza tra prescrizione, somministrazione e scarico di registro che un controllo verifica per prima.
Come una sede a sé: giacenza distinta dall'armadio di reparto, riconciliazione a ogni rientro o a cadenza definita, e chiusura con reso o smaltimento documentato dei residui a fine assistenza.
Dipende dall'ASL di riferimento: alcune accettano il registro informatizzato come sostitutivo, altre richiedono la doppia tenuta con stampa periodica firmata. Va chiarito per iscritto prima di abbandonare il cartaceo.
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